martedì 30 settembre 2025


Settembre lentamente se ne muore




Questi ultimi giorni di settembre hanno un sapore strano, come un sorso di vino che sa di fine estate e di camini che presto si accenderanno. Mi metto a pensare, a come tutto cambia, piano, senza fare troppo rumore. Le foglie iniziano a cadere, e mi viene in mente che anche la vita fa così: lascia andare qualcosa, un pezzo alla volta, per prepararsi a qualcos’altro. Cammino nel prato, il passo un po’ più lento, e mi accorgo di quanto è bello questo momento sospeso. Non è più estate, ma l’autunno non ha ancora preso il sopravvento. È come se il tempo mi dicesse: “Fermati, guarda, respira”. E allora penso a quello che è stato e provo una specie di gratitudine, anche per le cose semplici, come il profumo del caffè al mattino o il vento che si infila tra gli alberi. Ma c’è anche una punta di malinconia, lo ammetto. Settembre ti fa guardare in faccia il tempo che scorre, e ti chiede: cosa vuoi tenere stretto? Cosa sei pronto a lasciare andare? Io, forse, lascio andare un po’ di rimpianti, di quei “se avessi fatto” che non servono più. E poi penso a cosa mi aspetta: l’autunno è un invito a rallentare, a sedermi con un libro, a piantare qualche idea nuova, anche se piccola, come un seme che aspetti la primavera.In questi giorni, mentre settembre si spegne, mi ritrovo a sorridere. Non so bene perché, ma c’è una pace strana nel vedere il mondo cambiare colore. È come se la natura mi ricordasse che ogni fine è solo un altro modo di ricominciare. E io, con le mani in tasca e il cuore un po’ più leggero, sono pronto ad accogliere l’autunno.


Paolo Driussi.

venerdì 12 settembre 2025

 Happy heavenly birthday, dear friend of the pigeons.




In the golden hush of Venice's embrace,
Where Saint Mark's Square whispers secrets to the tide,
My father stood, a gentle silhouette against the lace
Of arching stone, with pigeons as his faithful guide. They fluttered like confetti from forgotten feasts,
Alighting on his shoulders, soft as morning mist,
While gondolas hummed lullabies to the east,
And the lagoon cradled the world in its wrist. Now, on this birthday etched in stars' soft gleam,
We raise our voices to the vaulted skies above—
Where you wander still through eternal dreams,
Surrounded by wings, wrapped in boundless love. Happy heavenly birthday, dear friend of the pigeons,
In Venice's echo, my spirit sings forever.
Paolo Driussi