E' IL PROGRESSO SI DIRA'
In Danimarca, il 30 dicembre PostNord recapiterà l'ultima lettera, chiudendo un capitolo di oltre quattro secoli di servizio postale tradizionale. Da quel momento, niente più consegne di corrispondenza da parte loro: solo pacchi, mentre le lettere passeranno a operatori privati come Dao. È il progresso, si dirà. È il green, l'efficienza, la digitalizzazione implacabile.
Ma vuoi mettere la velocità di un WhatsApp – un messaggio copiato e incollato, inoltrato infinite volte da chissà chi, in una catena anonima di auguri prefabbricati – con l'attesa di una lettera vera? Quella scritta a mano, con la grafia imperfetta, gli accenti fuori posto, le cancellature che raccontano esitazioni, pensieri, emozioni uniche. Una lettera è un gesto lento, deliberato: la penna che scorre sul foglio pensando solo a quella persona, a quel volto lontano, a quel cuore che riceverà non solo parole, ma un pezzo di anima.E l'indirizzo sulla busta? È già un abbraccio: quella via, quel numero, quella casa precisa in una città remota. Niente algoritmi, niente notifiche. Solo carta che viaggia, portando con sé il tempo speso, l'affetto autentico.In Danimarca hanno deciso di archiviare tutto questo, per fare spazio al tutto uguale, ripetibile all'infinito, come profetizzava Walter Benjamin con la sua "riproducibilità tecnica" – quell'orrore sottile dell'identico che annienta l'aura unica dell'originale.Per fortuna, qui in Italia possiamo ancora scegliere. Io continuerò a scrivere lettere, a imbucarle, a riceverle. E soprattutto a conservarle: in scatole nascoste, cassetti segreti, pile di cartoline, bigliettini, fogli ingialliti che sono la mappa della mia vita. Amori passati, amici lontani, momenti qualunque ma irripetibili. Ogni firma, ogni tratto di penna è una testimonianza: qualcuno ha pensato a me, ha voluto darmi il meglio di sé in quel momento unico. Le lettere non sono oggetti: sono vite intrecciate, doni irrevocabili, frammenti di esistenza che resistono al tempo.Una lettera è un'anima che si offre. In Danimarca chiudono questo portale umano, come se fosse superfluo. Forse Shakespeare aveva visto lontano, quando in Amleto fece dire: "Something is rotten in the state of Denmark".P.S. Mi scuso con la Danimarca, paese splendido che amo e conosco bene: sei solo l'avanguardia involontaria di un futuro che ci inseguirà tutti. Se proseguiamo così, diventeremo un immenso esercito di terracotta digitale – perfetti, uniformi, ma senza più calore umano.

Nessun commento:
Posta un commento