Paolo Limiti, nato a Milano l’8 maggio 1940 e scomparso nel 2017
Paolo Limiti, nato a Milano l’8 maggio 1940 e scomparso nel 2017, è stato uno dei personaggi più raffinati della televisione italiana, soprattutto dagli anni Novanta in poi. Inizia come paroliere (esordio significativo nel 1964 con Jula de Palma, poi grandi successi con Mina come Bugiardo e incosciente, La voce del silenzio, ecc.). È la fase principale da autore di testi.
Fine anni ’60 – anni ’70: Entra in Rai come autore/regista (1968) e inizia la collaborazione con Mike Bongiorno (tra cui Rischiatutto 1970-1974). È già un autore televisivo affermato.
Anni ’80 e primi ’90: Continua come autore e produttore (anche per televisioni commerciali come Telemontecarlo, Rete 4, ecc.). Lavora a vari programmi, ma resta prevalentemente dietro le quinte.
Dal 1993 in poi passa davanti alla telecamera.
1993 - Rubrica in Parlato semplice (Rai 3).
1994-95 - Dove sono i Pirenei? (autore, ma già più visibile).
1995-96 - Speciali come Viva Mina!, Ciao Mimì.
Giugno 1996 - Inizia E l’Italia racconta (poi diventato il longevo Ci vediamo in TV), che conduce regolarmente.
Il suo modo di fare televisione si distingueva per eleganza, garbo e rispetto del pubblico. Usava la memoria e la nostalgia non come fine a se stesso, ma come strumento per unire le generazioni. Portava in studio grandi artisti del passato che spesso non si vedevano più in tv, li faceva raccontare, cantare e rivivere la loro storia, alternandoli a nuovi talenti che lui stesso sapeva valorizzare come pochi. Da Giovanna Nocetti a Gilda Giuliani, da Tiziana Rivale - Mexico ad Alessandra Ferrari, Antonello Angiolillo a Fabrizio Voghera e Stefania Cento, insieme a cantanti che avevano fatto la storia della canzone italiana come Nilla Pizzi e Wilma De Angelis ed altri ancora.Conduceva con una conversazione calda e curiosa, mai aggressiva, creando un salotto televisivo accogliente dove l’ospite si sentiva a proprio agio e il pubblico imparava qualcosa. Programmi come "Ci vediamo in TV" incarnavano perfettamente questo stile: un varietà pomeridiano raffinato, fatto di canzoni, ricordi, aneddoti e tanta classe. Limiti rappresentava una televisione signorile, capace di intrattenere senza urla, senza scandali e senza abbassare il livello. Un grande divulgatore della canzone e dello spettacolo italiano che ha saputo rendere la memoria collettiva uno spettacolo bello da guardare.
Fine anni ’60 – anni ’70: Entra in Rai come autore/regista (1968) e inizia la collaborazione con Mike Bongiorno (tra cui Rischiatutto 1970-1974). È già un autore televisivo affermato.
Anni ’80 e primi ’90: Continua come autore e produttore (anche per televisioni commerciali come Telemontecarlo, Rete 4, ecc.). Lavora a vari programmi, ma resta prevalentemente dietro le quinte.
Dal 1993 in poi passa davanti alla telecamera.
1993 - Rubrica in Parlato semplice (Rai 3).
1994-95 - Dove sono i Pirenei? (autore, ma già più visibile).
1995-96 - Speciali come Viva Mina!, Ciao Mimì.
Giugno 1996 - Inizia E l’Italia racconta (poi diventato il longevo Ci vediamo in TV), che conduce regolarmente.
Il suo modo di fare televisione si distingueva per eleganza, garbo e rispetto del pubblico. Usava la memoria e la nostalgia non come fine a se stesso, ma come strumento per unire le generazioni. Portava in studio grandi artisti del passato che spesso non si vedevano più in tv, li faceva raccontare, cantare e rivivere la loro storia, alternandoli a nuovi talenti che lui stesso sapeva valorizzare come pochi. Da Giovanna Nocetti a Gilda Giuliani, da Tiziana Rivale - Mexico ad Alessandra Ferrari, Antonello Angiolillo a Fabrizio Voghera e Stefania Cento, insieme a cantanti che avevano fatto la storia della canzone italiana come Nilla Pizzi e Wilma De Angelis ed altri ancora.Conduceva con una conversazione calda e curiosa, mai aggressiva, creando un salotto televisivo accogliente dove l’ospite si sentiva a proprio agio e il pubblico imparava qualcosa. Programmi come "Ci vediamo in TV" incarnavano perfettamente questo stile: un varietà pomeridiano raffinato, fatto di canzoni, ricordi, aneddoti e tanta classe. Limiti rappresentava una televisione signorile, capace di intrattenere senza urla, senza scandali e senza abbassare il livello. Un grande divulgatore della canzone e dello spettacolo italiano che ha saputo rendere la memoria collettiva uno spettacolo bello da guardare.

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