martedì 21 luglio 2026

 Hand in Hand






On the station overpass where steel meets sky, she holds his tiny hand in hers, steady and warm. Trains rumble below like distant thunder, yet in her quiet grip he fears no height, no storm. Side by side they walk, forever safe in each other’s calm.

Paolo Driussi

lunedì 20 luglio 2026

 

Railway Bridge




Railway Bridge

We crossed the station overpass at dusk,

your hand in mine, the trains below us sighing.

Your coat against the iron grey,

your laughter brighter than the signal lights.

That overpass knew every secret that we shared,

every silly song and future dream.

Now I climb it carrying you in my heart,

yet still I feel you walking next to me.

The rails remember. So do I.



Paolo Driussi

 A Light That Lingers




Beyond the boundary of flying time,
your bright smile still comforts me.
You live in the steps of my every day,
like a light that lingers around,
guarded forever in the heart.
Paolo Driussi.

domenica 28 giugno 2026

 

De Toni è il bacio della morte di Renzi



L’aver nominato De Toni è il bacio della morte di Renzi - a meno che non sia una presa per il sedere raffinata. Renzi che spara il nome di Alberto Felice De Toni come possibile premier del centrosinistra è una di quelle mosse che sembrano studiate per far scappare voti. De Tonresta un nome locale e Renzi resta Renzi: per mezza sinistra è tossico puro .E qui entra in gioco Alessandro Venanzi, vicesindaco di Udine con le deleghe pesanti (commercio, turismo, attività produttive, grandi eventi, PNRR...). Immagino che Venanzi l’abbia presa con un mezzo sorriso amaro e un bel “ma vaff...”. Perché De Toni, pur di dormire sonni tranquilli, ha scaricato un sacco di roba proprio su di lui. In pratica De Toni fa il sindaco “in pectore” a livello nazionale (grazie al endorsement renziano), mentre Venanzi si tiene la gestione quotidiana della macchina comunale. Classico schema: uno sogna palazzi romani e premierato, l’altro si fa il mazzo su parcheggi, dehors, Pnrr e minacce di morte (che Venanzi ne ha pure ricevute di vere). Quindi sì, Renzi probabilmente ha appena regalato a De Toni un titolo da aspirante premier che a Udine farà alzare gli occhi al cielo, Perfetto mix di autolesionismo renziano e provincialismo che diventa nazionale. Chissà se Venanzi incassa in silenzio o prima o poi spara?



sabato 13 giugno 2026

 

Agosto 2000


Le persone care sono un patrimonio condiviso, come lo è la loro assenza. Quando ami tanto, rischi di dimenticarlo, e cominci a pensare che la vita che ti circonda non abbia più a che fare con loro, che siano roba tua, custodita in solitudine.

Ma noi abbiamo tante vite quante sono le persone che ci ricordano. E se perdiamo la terza dimensione, spesso continuiamo a viaggiare in modi sorprendenti, su sentieri emotivi inaspettati, attraverso la quarta: il tempo.


lunedì 1 giugno 2026

 June




Golden sun kisses the waking earth,
Days stretch long in honeyed light.
Roses blush and breezes play,
Fireflies dance at close of night
June, sweet June, summer’s bright debut.
Paolo Driussi.

venerdì 29 maggio 2026

 Io sto con De Gregori. In un mondo pieno di opinionisti da tastiera, di ex comici che si improvvisano giudici della morale pubblica e di gente che ogni giorno deve dire la sua su tutto per sentirsi vivo, il Maestro continua a fare quello che sa fare da mezzo secolo: poesia, intelligenza e libertà.Gli artisti parlano con le canzoni.




Non con i proclami da social, non con le prediche da quattro soldi, non con le pose da salvatori della patria. E De Gregori lo ha scritto in modo chiarissimo tanti anni fa: La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,

siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.

La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso… E firmano grandi appelli per la guerra e per la fame,

vecchi mosconi ipocriti, vecchie puttane…

che si credono importanti perché stanno sempre dalla parte giusta. Quelli che oggi pontificano, domani saranno da un’altra parte.

Quelli che usano la rabbia e la retorica per raccogliere like.

Quelli che confondono lo spettacolo con la politica e la coscienza con il consenso. De Gregori no.

Lui ha sempre avuto la schiena dritta, il coraggio di non allinearsi, la dignità di non trasformarsi in un predicatore da palcoscenico..Per questo continua a darci emozioni vere, mentre gli altri ci danno solo prediche stantie

E noi scegliamo la poesia invece della morale a comando.