venerdì 29 maggio 2026

 Io sto con De Gregori. In un mondo pieno di opinionisti da tastiera, di ex comici che si improvvisano giudici della morale pubblica e di gente che ogni giorno deve dire la sua su tutto per sentirsi vivo, il Maestro continua a fare quello che sa fare da mezzo secolo: poesia, intelligenza e libertà.Gli artisti parlano con le canzoni.




Non con i proclami da social, non con le prediche da quattro soldi, non con le pose da salvatori della patria. E De Gregori lo ha scritto in modo chiarissimo tanti anni fa: La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,

siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.

La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso… E firmano grandi appelli per la guerra e per la fame,

vecchi mosconi ipocriti, vecchie puttane…

che si credono importanti perché stanno sempre dalla parte giusta. Quelli che oggi pontificano, domani saranno da un’altra parte.

Quelli che usano la rabbia e la retorica per raccogliere like.

Quelli che confondono lo spettacolo con la politica e la coscienza con il consenso. De Gregori no.

Lui ha sempre avuto la schiena dritta, il coraggio di non allinearsi, la dignità di non trasformarsi in un predicatore da palcoscenico..Per questo continua a darci emozioni vere, mentre gli altri ci danno solo prediche stantie

E noi scegliamo la poesia invece della morale a comando.

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