Gli 83 anni di Gianni Rivera
Scoprire che Gianni Rivera compie oggi ottantatre anni mi ha restituito un senso di profondo disorientamento. Nella mia memoria, la sua figura era rimasta come sospesa e incastonata in un'eterna estate di gioventù, immune al passare dei decenni. E invece il tempo è andato avanti, inesorabile per lui come per tutti noi.
La notizia ha fatto riaffiorare il ricordo dell'estate del 1970. Eravamo a Grado, nella stanza in cui trascorrevamo un paio di settimane di vacanza. Era notte e mio padre ed io eravamo lì, intenti ad ascoltare da una piccola radio a transistor la radiocronaca di quell'epica Italia-Germania finita quattro a tre. All'epoca per noi c'era soltanto la voce del cronista a evocare le azioni sul campo; le immagini di quelle gesta sarebbero arrivate solo molto più tardi, proiettate da bobine su schermi improvvisati durante i ritrovi tra colleghi, dando finalmente una forma visiva alla classe di quello che tutti chiamavano l'abatino.
Vederlo oggi, con la chioma riccioluta fattasi d'un bianco candido e i tratti segnati dagli anni, fa una certa impressione. Il suo volto è inconfondibilmente il suo, eppure appartiene ormai a un uomo della sua età. Guardarlo equivale un po' a guardarsi allo specchio: un promemoria silenzioso di come il tempo scivoli via, mentre noi restiamo qui a misurarne il cammino attraverso i ricordi.

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